Ero all’università, vivevo ancora a casa ed ero fidanzata con quello che sarebbe poi divenuto il padre di mio figlio e mio primo marito. Mi dilettavo nell’arte culinaria da qualche anno e presi la decisione di iniziare la tradizione che ancora oggi mi porto dietro: cena della vigilia (da noi a Milano o comunque nella mia famiglia non si era mai festeggiata) a casa nostra cucinata da me.

Non mi sono mai scritta tutti i menu, ho solo qualche vago ricordo dei vari natali passati, tranne gli ultimi che sono più vividi e di cui ho qualche traccia.

Ricordo:

  • Ravioli di grano saraceno al taleggio
  • Ravioli di aragosta al pesto di crescione
  • Lasagne in veste croccante
  • Lasagne crêpes con ragù bianco di coniglio
  • Risotto alla bisque di scampi
  • Tortino di riso ai formaggi su vellutata di piselli
  • gnocchetti di patate in cestini di grana
  • Terrina di carne ai pistacchi
  • Treccia di rana pescatrice avvolta nella pancetta
  • Filetto di branzino con scalogni glassati
  • baccalà in pasta di patate al rosmarino
  • semifreddo allo champagne
  • tortino di cioccolato dal cuore tenero
  • un natale finger food (2015): Millefoglie di insalata russa e pane carasau, insalata di cous cous, paté d’oca con cipolle caramellate, polpettine al cuore morbido con salsa allo yogurt, tiramisù in tazzina
  • un natale etnico (2016): samosa, felafel con salsa allo yogurt, pita con taramosalata e melitzanosalata e tyrokavteri, tajine di polpettine  marocchine con cous cous, panna cotta al cioccolato con salsa d’arancia
  • un natale mare e monti (2017): baccalà mantecato su pane carasau, crema di ceci con cubo di baccalà, tartare di carne con puntarelle e scaglie di grana, crostini di salsiccia e stracchino, salmone con salsa allo yogurt, filetto di maiala glassato, crema catalana allo zenzero.